LAGO DI VIVERONE: PREZIOSA AREA NATURALISTICA O PARCO ZOOLOGICO?

LAGO DI VIVERONE: PREZIOSA AREA NATURALISTICA O PARCO ZOOLOGICO?
Vi siete mai affacciati dalle alture della collina morenica della Serra sul lago di Viverone? Se siete soliti arrivare al lago da Cavaglià lungo la statale, cambiate percorso, vi accorgerete di quanto è intatto ed affascinante il paesaggio in cui è immerso. Se poi scendete al lago allontanatevi dalla
passeggiata lastricata e camminate lungo il sentiero che percorre le sponde sia verso frazione Masseria che, da Anzasco, verso le zone più selvagge; avrete modo di scoprire quante varietà di uccelli, libellule, piante acquatiche ed altri organismi popolano il lago e le zone umide ad esso collegate. Tuttavia, da un po’ di mesi a questa parte, c’è anche qualcosa “di più”, già, perché qualcuno, per insensibilità o ignoranza (nel senso etimologico del termine), ha deciso che gli habitat, seppure unici, dell’area, talmente preziosi da aver indotto l’Unione Europea a riconoscerli e tutelarli come Siti di Importanza Comunitaria, non sono sufficientemente attraenti ed ha pensato di inserire qualche animaluccio più “appariscente” una coppia di cigni neri e, da ultimo, una coppia di cigni collonero, i primi originari dell’Australia, gli ultimi arrivati dell’America meridionale.
Lungi da noi pensare che l’intervento sia finalizzato a riempire qualche locale lungolago, pensando che, come per i nani da giardino, avrebbero denotato un certo buongusto del proprietario, riteniamo, in qualità di associazioni nate per l’educazione ambientale e la tutela degli
ambienti naturali, che sia nostro compito informare sulle principali insidie che questa “pratica” comporta.
Introdurre specie “esotiche” in un ambiente naturale rappresenta un grave
pericolo per gli organismi autoctoni (ovvero naturalmente presenti nell’area) in quanto infrange un delicato ed antico equilibrio e, spesso, porta alla scomparsa delle specie “indigene”. Questo avviene perché le
specie introdotte non hanno nemici naturali, si riproducono di più o più facilmente o portano con sé parassiti che, non tollerati dalle specie indigene, possono risultare letali.
Effettivamente dovrebbe esserci un’autorità che vigila e tutela i luoghi protetti come il lago di Viverone, ma se gli enti sono inerti (per lontananza o disattenzione) o inermi (per la difficoltà ad imporre dei vincoli), l’unica
difesa può essere la conoscenza e la condanna morale.
Pertanto, se portate i vostri bambini al lago e loro con entusiasmo vedranno nuotare verso di sé cigni neri, bianco-neri o dei colori dell’arcobaleno, spiegate loro che è un grave errore, che gli adulti non dovrebbero pensare alla natura come ad un parco zoologico cigno nero
plasmato senza rispetto per appagare i propri infantili istinti o il desiderio di vedere incrementare la clientela. Fate loro conoscere la meraviglia insita anche nelle creature meno appariscenti, una libellula che si posa su una ninfea gialla, i nuovi nati che nuotano a corona intorno alla folaga, la danza d’amore degli svassi; solo investendo sulle nuove generazioni possiamo evitare di stravolgere il nostro mondo con errori grossolani.


LIPU – Lega Italiana Protezione Uccelli – BI VC
Società del Tarabuso
Legambiente Biella

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